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Frontiere dell'ecologia 2010

Monferrato e la pietra da cantoni

Con la bella stagione abbiamo anche il desiderio di una bella gita, fuori porta, per stare un po' all'aria aperta e riscoprire gusti e sapori semplici. E allora il nostro suggerimento è proprio quello di visitare il Monferrato alla scoperta della Pietra da Cantoni e del suo Ecomuseo.

Alla scoperta della Pietra da Cantoni

La pietra da cantoni, che tanta parte ha nel paesaggio, nell'economia, nell'architettura del territorio monferrino, è un sedimento marino, una formazione calcarea che ha una datazione che va da 20 milioni di anni fa a 13,5 milioni circa. Una storia di milioni di anni fa, quando quello che ci circonda era un mare in cui vivevano alghe, molluschi, e tante forme viventi, la cui presenza è raccontata dalla pietra da cantoni che ha conservato la loro storia attraverso i fossili.
Nell'ambito delle attività finalizzate alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico ed architettonico di cui è permeato il territorio dell'Ecomuseo della Pietra da Cantoni sono stati condotti studi e ricerche di primo approfondimento per il censimento e la caratterizzazione dei siti di cava della pietra.
Le scoperte emerse da tale analisi hanno consentito di riscoprire un patrimonio di luoghi, architetture e coltivazioni ormai quasi dimenticati e abbandonati.
Soffocati dalla vegetazione del Monferrato casalese ma ancora in parte esplorabili, sono stati rinvenuti alcuni antichi siti di cava in sotterraneo che preservano le atmosfere simili a quelle dei luoghi creati da antiche civiltà: è trascorso poco più di mezzo secolo dalla cessazione delle estrazioni di pietra ed ora nei vuoti sotterranei non riecheggiano più i sordi rumori delle lavorazioni, nel silenzio assoluto resta solo la memoria tangibile dell'opera umana di pochi ma ingegnosi uomini di cava, mastri d'ascia nel taglio manuale della pietra, che colpo dopo colpo hanno modellato le viscere della terra.
Molti erano i cavatori di mestiere, ma molti erano anche quelli per cui era un impegno stagionale, una volta estratti e accatastati, i "canton"e le pianelle venivano trasportati con carri trainati da cavalli alla volta di altri luoghi.
L'Ecomuseo intende documentare e tramandare la pietra da cantoni e le sue innumerevoli applicazioni, infernot, sculture, graffiti, architetture, ma anche gli attrezzi di lavoro, le ricostruzioni di storie e percorsi, per garantire alle generazioni future il ricordo della tenacia e dell'instancabile capacità dei Monferrini.

Infernot

Intimamente legati alla cultura del vino e all'esistenza delle arenarie, facilmente lavorabili, sono gli Infernot piccoli vani ipogei interamente scavati nella Pietra da Cantoni. Si tratta di un’appendice della cantina, priva di luce ed aerazione naturale, ubicata comunemente sotto le case, i cortili e talvolta le strade delle nostre colline. Sono vere e proprie opere d’arte, capolavori architettonici, nati dalla tradizione e dal sapere contadino, realizzati nei lunghi inverni, non da semplici cavatori ma da scultori Monferrini, veri artisti rimasti anonimi nella quasi totalità dei casi.
Molti sono gli infernot presenti sul territorio, 47 sono quelli censiti dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni grazie al lavoro dell’Istituto Superiore Statale Leardi di Casale Monferrato. Per ognuno degli Infernot scelti, è stato eseguito un rilievo architettonico e fotografico con la relativa restituzione, sintetizzata in un manifesto e presentata in forma multimediale. Il lavoro, molto interessante e di notevole rilevanza, è già stato in parte pubblicato in due volumi.
Il modo migliore per conservarli è continuare a viverli, come si è sempre fatto, ma con grande rispetto.

Da sapere

Il Monferrato --> http://www.monferrato.net/

Strada del vino-->http://www.altomonferrato.net/

Trekking in Monferrato -->http://www.parcocrea.it/camminare/ente1.htm

 

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